Chi potrà evitare l’aumento della flat tax previsto dal 2026
Nel nuovo quadro normativo relativo alla flat tax per i nuovi residenti in Italia, il legislatore ha introdotto una specifica misura di tutela. La norma stabilisce che l’incremento dell’imposta sostitutiva si applicherà esclusivamente ai contribuenti che trasferiranno la residenza civilistica (art. 43 c.c.) in Italia a partire dal 1° gennaio 2026, data di entrata in vigore della Legge di Stabilità.
Di conseguenza, chi avrà già stabilito in Italia la propria dimora abituale entro il 31 dicembre 2025 potrà continuare a beneficiare dell’attuale regime agevolato, che prevede un’imposta fissa di 200.000 euro per il contribuente principale e 25.000 euro per ciascun familiare aderente.
Chi, invece, otterrà la residenza civilistica dal 2026, sarà soggetto alle nuove soglie più elevate introdotte dal legislatore.
Come opera il regime agevolato della flat tax per i nuovi residenti
Il regime fiscale previsto dall’art. 24-bis del TUIR, introdotto con la Legge di Bilancio 2017, consente ai soggetti che trasferiscono la residenza fiscale in Italia di sostituire l’IRPEF sui redditi prodotti all’estero con un’imposta sostitutiva annuale fissa, attualmente fissata a 200.000 euro, indipendentemente dalla quantità dei redditi percepiti.
Restano esclusi dall’agevolazione e seguono la tassazione ordinaria tutti i redditi di fonte italiana.
Per accedere al regime della flat tax per nuovi residenti è indispensabile che il contribuente:
- stabilisca la residenza fiscale in Italia;
- non sia stato fiscalmente residente in Italia per almeno 9 dei 10 periodi d’imposta precedenti all’opzione per il regime.
L’agevolazione può durare fino a 15 anni e può essere estesa ai familiari indicati dall’art. 433 del Codice Civile (come coniuge, figli, genitori, fratelli, sorelle), per i quali è prevista un’imposta sostitutiva ridotta di 25.000 euro annui.
Il contribuente può inoltre revocare il regime in qualunque momento, senza incorrere in penalizzazioni o effetti fiscali retroattivi.
